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Comunicato stampa per Jova Beach Party

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COMUNICATO STAMPA PER JOVA BEACH PARTY

CRITICITA' ANCHE A LIDO DI FERMO PER IL CONCERTO DEL 03 AGOSTO 2019

 

Il Jova Beach Party in corso di realizzazione in 17 località della costa e della montagna italiane sta riproponendo, a nostro avviso con un vero salto di qualità in senso negativo, il tema dell'uso di spazi naturali, semi-naturali o che presentano una residua naturalità in contesti altrimenti pesantemente trasformati per lo svolgimento di grandi eventi. Alleghiamo una serie di immagini eclatanti, sia di lavori già svolti (prima-dopo) sia di aree che potrebbero essere presto pesantemente trasformate per rendere possibile questo tour.

In diversi casi i siti prescelti coinvolgono addirittura aree protette e/o Siti di Interesse Comunitario oppure rischiano di incidere su specie protette a livello comunitario come addirittura la Tartaruga marina Caretta caretta, specie prioritaria per la UE, o come il Fratino Charadrius alexandrinus, per il quale la stessa ISPRA ha chiesto ogni misura possibile per la protezione dei siti di nidificazione dato lo status sfavorevole di conservazione.

Non possiamo non notare che in alcuni casi, come a Cerveteri, Vasto e Roccella Jonica, le trasformazioni ambientali connesse alle "necessità" del Jova Beach Party, appaiono essere addirittura l'innesco di possibili modifiche definitive per la costa anche con la realizzazione di futuri villaggi, aree eventi, trasformazione di corsi d'acqua e/o parcheggi.

In questi mesi solo una vera e propria sollevazione da parte di cittadini, comitati locali e associazioni ornitologiche ha permesso di limitare qualche danno, ottenendo, ad esempio, lo spostamento della tappa laziale che avrebbe interessato direttamente l'area protetta del Monumento Palude di Torre Flavia a Ladispoli (anche se poi il trasferimento di poche centinaia di metri più a nord a Cerveteri sta comunque causando grandi problemi). Ricordiamo la sorveglianza straordinaria ai pulcini di Fratino a Rimini, che, purtroppo, pare non essere stata completamente efficace.

Nelle varie segnalazioni ed esposti presentati su alcune delle tappe, di cui già siete a conoscenza, sono presentate in maniera dettagliate tutte le criticità procedurali ed esecutive relative a quei siti. Comunque anche su altre, come Fermo (dove è interessata in pieno l'area dedicata al Fratino), ci sono criticità.

Riassumendo in breve, le principali problematiche:

-lavori, già realizzati (ad esempio Cerveteri, Castel Volturno, Vasto) o previsti (a mero titolo di esempio Roccella Jonica, sempre Vasto) di modifica della costa con sbancamenti, livellamenti, movimento terra con distruzione della vegetazione naturale o semi-naturale, anche con specie rare;

-mancato assoggettamento a procedura di verifica di Assoggettabilità a V.I.A. - Art.6 comma 6 del D.lgs.152/2006 per le categorie delle lettere b), n) e/o o) a seconda delle varie località (e anche altre qualora alcune delle opere fossero persistenti o propedeutiche ad ulteriori iniziative, ad esempio la lettera r) per Roccella Jonica);

-quasi sempre procedure non pubbliche di V.Inc.A. in violazione delle norme comunitarie sulla partecipazione delle procedure di carattere ambientale (Convenzione di Aarhus). In alcuni casi la mancanza di trasparenza è tale che non sappiamo neanche se tale procedura sia stata svolta in aree con presenza di una specie prioritaria quale la Caretta caretta;

-difformità sulla destinazione urbanistica rispetto alle aree prescelte, anche in spregio delle indicazioni contenute nei piani già approvati per le aree. Inoltre in diversi casi casi (quello di Cerveteri è paradigmatico) la scelta di realizzare un evento del genere in aree prive di standard adeguati (parcheggi ecc.) sta determinando lavori aggiuntivi ulteriormente impattanti (ad esempio, tombatura di corsi d'acqua) o addirittura l'occupazione di vaste aree agricole per decine di ettari per i parcheggi per accogliere migliaia di auto, a testimonianza della totale insostenibilità dell'evento anche da altri punti di vista come quello della mobilità;

-possibili violazioni della Direttiva 42/2001/CE sulla Valutazione Ambientale Strategica qualora le trasformazioni dell'uso del suolo siano definitive e in difformità con i piani vigenti;

-potenziale violazione di leggi regionali per la tutela della flora (ad esempio, Giglio di Mare Pancratium maritimum);

-disturbo evidente della fauna selvatica, in quelle che appaiono violazioni delle norme comunitarie (Dir.147/2009/CEE e Dir.43/92/CEE), di Convenzioni internazionali, quali quella di Bonn e di Berna, della Legge 394/91 sulle aree protette e della Legge 157/92 sulla fauna selvatica;

-previsioni difformi rispetto a quelle di legge per quanto riguarda il DPR.357/1997, sia per le operazioni proposte (addirittura la traslocazione di nidi di Caretta caretta) sia per le modalità autorizzative (mancato coinvolgimento del Ministero per eventuali deroghe);

-Studi di Incidenza Ambientale fuorvianti con rappresentazione dei luoghi diversa dalla realtà (si veda Cerveteri e Vasto ad esempio) e, nonostante questo, accettati dalle autorità;

-procedure di Valutazione di Incidenza Ambientale caotiche, prive di attendibilità (essendo basate su documenti fuorvianti), con violazioni di competenze (sia per la questione della Caretta caretta sia per i soggetti competenti al rilascio, se comunali, regionali oppure nazionali in considerazione dell'unitarietà dell'iniziativa), prive di qualsiasi coordinamento a scala regionale e sovra-regionale nonostante trattassero i potenziali impatti sulla stessa specie e popolazione di un'iniziativa coordinata come un tour nazionale.

Su altri aspetti, che pure hanno effetti ambientali su specie protette, ci sentiamo solo di segnalare che le cronache, anche della stampa specializzata favorevole all'evento e presente ai concerti, riportano una gestione di rifiuti totalmente irregolare (leggiamo "...tant’è vero che c’erano centinaia e centinaia di bottiglie di birra in riva al mare, che con la marea salita a metà concerto sono state “catturate” dalla risacca." Fonte: https://www.spettakolo.it/2019/07/07/il-jova-beach-party-e-la-festa-dellestate-malorganizzazione- va-profondamente-rivista/)

A fronte di tante e tali criticità e della rilevanza del tour di Jovanotti addirittura per la cultura di massa, anche con dileggio delle attività di protezione delle specie andato in onda su media nazionali (con quello che che consegue, in un senso o nell'altro; segnaliamo ovviamente questa riflessione generale che abbiamo trovato molto significativa e che è stata molto condivisa tra gli addetti ai lavori che si occupano di tutela di habitat e specie: https://www.habitatonline.eu/2019/07/e-solo-un-problema-di-fratini/) troviamo finora incomprensibile il silenzio dei due ministeri competenti per la tutela della biodiversità, del paesaggio italiano e dell'ambiente in genere.

Il tour in questione tocca uno degli ambienti più massacrati e vulnerabili del paese, la costa e le sue spiagge, oggetto di specifica tutela paesaggistica in base al D.lgs.42/2004, che ha conosciuto una pesantissima trasformazione negli ultimi decenni e continua a subire una pressione del tutto insostenibile.

Tra l'altro questo silenzio stride ancor di più se pensiamo alla vera e propria indignazione generale che il caso ha sollevato proprio nella parte di popolazione più attenta alla corretta gestione degli spazi naturali e che ne reclama un uso leggero. Crediamo che a queste persone che più tengono al futuro della natura e del paesaggio del Paese le Istituzioni debbano dare una risposta sia di carattere culturale sia per quanto riguarda i tecnicismi delle norme ambientali e di tutela del paesaggio, anche per evitare che proprio le persone più sensibili siano prese da scoramento e da una percezione di progressivo abbandono da parte delle Istituzioni della difesa dei valori ambientali nazionali.

Non possiamo non notare che, ad esempio le autorità nazionali preposte alla tutela della biodiversità negli Stati Uniti quest'anno abbiano vietato un festival in un'area protetta per la nidificazione di una coppia di un limicolo simile al Fratino, per il quale in ogni caso è prevista l'imposizione di una buffer zone di 1 km attorno al nido. Qui addirittura si ammette che in caso di nidificazione di Caretta caretta, un fatto che dovrebbe solo essere festeggiato, si potrebbe arrivare a spostare il nido per far posto ad un concerto.

Solleviamo con forza una delle questioni che fin da subito ci ha preoccupato, quella del "fattore emulazione" derivante da una iniziativa così rilevante in termini di coinvolgimento del pubblico e degli addetti ai lavori. Non a caso si registrano già annunci di nuovi tour nazionali in aree naturali o semi naturali (ad esempio, https://www.rockol.it/news-703720/concerti-marco-mengoni-date-tour-estivo-biglietti-eprezzi) e si moltiplicano singole iniziative sulle spiagge o anche in parchi nazionali (si vedano gli spettacoli di pseudo falconeria nel Parco del Gran Sasso). Se per il Jova Beach Party in qualche modo è stato possibile rilevare criticità e seguire alcune delle tappe, peraltro solo grazie ai volontari di associazioni locali, una diffusione capillare di tali eventi avverrebbe in maniera sostanzialmente incontrollata.

Una risposta chiara e netta da parte dei due ministeri competenti a nostro avviso non è solo necessaria sotto l'aspetto delle molteplici criticità che sono state segnalate in maniera dettagliata per il Jova Beach Party ma anche dal punto di vista più generale, ad esempio attraverso un richiamo, magari con una circolare, a regioni, province autonome, comuni ed enti parco per un uso del territorio nazionale e dei valori ambientali, paesaggistici e naturalistici realmente compatibile in caso di grandi eventi, escludendoli del tutto da siti naturali, semi-naturali o anche da quelli che presentano una naturalità residua comunque preziosa in un territorio altrimenti trasformato ed antropizzato.

Infine non possiamo non rilevare come queste attività siano fortemente in contrasto con gli obiettivi di tutela proclamati da numerosi progetti LIFE le cui azioni sono state onerose per la Commissione Europea e numerosi enti italiani.

Certi di un Vs intervento, cogliamo l'occasione per porgere i nostri migliori saluti,

Massimo Pellegrini

Presidente SOA Onlus

Roberto Tinarelli

Presidente ASOER

Mina Pascucci

Presidente Associazione Ornitologi Marchigiani

Rosario Balestrieri

Presidente ARDEA Onlus

Massimo Biondi

GAROL - Gruppo Attività Ricerche Ornitologiche del Litorale

 

Segreteria associazioni per questa nota:

SOA Onlus, via A De Nino 3, 65126 Pescara,

Pec: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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